La fondazione

famiglia_termineIl nome Casteltermini deriva da “Castello della famiglia Termini”, in onore del cognome del suo fondatore, il nobile barone Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri che nel 1629 diede vita al centro urbano nella sua baronia di Chiuddia.

Nella nascente cittadina ben presto affluirono molte genti dei paesi vicini, portandola a diventare, nel corso degli anni, uno dei paesi più popolati e sviluppati della Sicilia, fino a raggiungere nell’ottocento una forte industrializzazione, facendole addirittura aggiudicare il titolo popolare di “palermo a nica” (la piccola Palermo). I punti di forza furono le grandi industrie e la Miniera “Cozzo Disi” (presto Museo), una delle più grandi e operose d’Europa per quanto riguarda l’estrazione di Zolfo.

Casteltermini fu la patria di grandi personaggi, paese dell’arte e della cultura, paese ricco di storia e leggende…

Ma chi fu il fondatore del paese? Ce lo rivelano le pagine del Di Giovanni

Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri, discendente da una nobile famiglia catalana, ebbe una vicenda assai singolare e sfortunata. Venuto in possesso delle terre di Chiuddia con i sui sette feudi, ottenne dal Regno di Sicilia la Licentia Populandi, ovvero la concessione per  edificare un centro urbano, cui diede il nome di Casteltermini. Questo gli fece ottenere grande prestigio e il titolo di Principe di Casteltermini, con il privilegio di sedere nel braccio militare del parlamento siciliano.

san vincenzo casteltermini foto francesco spicola“Così nel memorando giorno 5 aprile 1629, giorno assai diletto al nostro barone perché sacro a S.Vincenzo Ferreri di lui congiunto, riunironsi il barone Giovanni Vincenzo Maria Termini e Ferreri da un canto, e dall’altro i maggiorenti fra i molti coloni, cioè un gentiluomo, un prete, un dottor in legge, dieci borgesi ed un artigiano. Ed ivi, a mezzo del notaro di Sutera Pietro Chiarelli, stabilirono in modo solenne una formale convenzione in ventinove capitoli.” (G. Di Giovanni)

Ma la sua gloria e la sua fama durarono ben poco. Infatti tutto questo non poté sopperire agli enormi debiti in cui il principe versava ormai da tempo. Ad aggravare la sua situazione e il suo stato d’animo fu la morte del primogenito Niccolò I e poi quello della moglie Maria Beccadelli di Bologna e Agliata. Tutto questo scosse il principe, che decise di lasciare tutto per dedicarsi ad una vita di preghiera e contemplazione a Palermo.

Intanto Casteltermini passava sotto il dominio dei Pignatelli d’Aragona, creditori del principe, che ne continuarono le sorti. La signoria dei Termini e Ferreri a Casteltermini durò solo 7 anni, ma Gian Vincenzo mantenne il titolo onorifico di Principe di Casteltermini fino alla sua morte nel 1660, quando passò poi nelle mani del figlio del suo secondogenito Pietro, Antonino IV. Il titolo poi si perse definitivamente nella metà del 700, quando Antonino V lo vendette.

fam_terminiDi Gian Vincenzo e della sua famiglia oggi non è rimasto più niente, se non il palazzo adiacente la Chiesa Madre in Piazza Duomo, ormai ammodernato e totalmente diverso da come si presentava nel passato. Le sue vicende e la sua storia rivivono nei testi dei libri del Di Giovanni e tra le vie di Casteltermini, storia di un uomo nato nobile, divenuto principe, padre fondatore di un paese, morto sacerdote e consacrato a Dio.  Le sue spoglie vennero sepolte nella chiesa di San Giuseppe a Palermo.

“rimarrà ad esso la gloria di avere dato alla bella Sicilia uno dei più cospicui comuni e dei migliori” (G. Di Giovanni)

petrscontDa qualche decennio, grazie all’impegno dei volontari del “Corteo Storico Principi Termini e Ferreri “ e della Pro Loco Chiuddia, la figura del nostro padre fondatore è tornata alla luce.  Grazie alla rievocazione storica che avviene durante la Festa di Santa Croce – Sagra del Tataratà, dove il Principe sfila insieme alla sua famiglia, alle guardie e ai nobili che hanno dato vita al centro, le vicende del principe  di Casteltermini si perpetuano  di anno in anno.

C’è grande attesa nel conoscere chi saranno a rivestire i panni dei nobili baroni nei giorni della festa. Oggi il Corteo rappresenta Casteltermini in diverse manifestazioni storiche d’Italia. Orgoglio e vanto per la nostra cittadina poiché attraverso questa rievocazione si fa in modo di non perdere la memoria del nostro Gian Vincenzo.

Il Corteo ospite al nostro festival ArtInMente del 2011

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